Vi presentiamo l'Oceano Pacifico

Ci concentriamo a conoscere il più grande bacino oceanico del pianeta, l’Oceano Pacifico, scoprendone i suoi dettagli e caratteristiche.

Coral reef in Sombrero Island, Philippines Jett Britnell - Ocean Image Bank
Scritto da
IOC-UNESCO
Data di pubblicazione
27 Aprile 2022
Tempo di lettura
9 minuti

La Terra ha un unico grande oceano che collega tutto il mondo e contiene più del 97% della quantità totale di acqua del pianeta. L’oceano è anche il più grande ecosistema della Terra: rappresenta il 99% di tutta la biosfera, ospitando così un elevato numero di specie. Questo enorme corpo d’acqua è noto anche come Oceano Globale.

A causa di fattori culturali, geografici e storici, abbiamo “diviso” l’oceano in cinque bacini oceanici conosciuti con i nomi di Oceano Pacifico, Atlantico, Indiano, Artico e Meridionale. In questo articolo, ci concentreremo sul più grande bacino oceanico del pianeta, l’Oceano Pacifico, e scopriremo tutti i suoi dettagli e caratteristiche.

Qual è il più grande bacino oceanico?

Il più grande bacino oceanico è l’Oceano Pacifico. Occupando quasi il 32% della superficie terrestre, il Pacifico copre 165.250.000 chilometri quadrati (63.800.000 sq. mi), e circa il 46% della superficie d’acqua della Terra.

Si estende dalle coste occidentali dell’America del Nord, del Centro e del Sud fino all’Oceania, all’Asia e alla Russia nel Nord e contiene circa 30.000 isole divise tra le regioni Polinesia, Melanesia e Micronesia.
Il Pacifico si collega anche al bacino dell’Oceano Indiano vicino allo Stretto di Malacca, Sumatra, e all’Atlantico attraverso lo Stretto di Magellano e il Passaggio di Drake. La sua massima estensione latitudinale raggiunge i 19.000 km (12.000 miglia) tra la costa della Colombia e la penisola malese.

Il bacino dell’Oceano Pacifico ha il doppio della superficie e più di due volte il volume d’acqua dell’Atlantico, secondo in termini di dimensioni. Un fatto curioso è che l’area ricoperta dal Pacifico supera quella ricoperta dalle terre emerse di tutti i continenti messi assieme. 

Oceano Pacifico_Decennio del Mare
Bacino dell’Oceano Pacifico, Esteban Gottfried per IOC-UNESCO

Da dove arriva il nome “Oceano Pacifico”?

Il suo nome deriva dal fatto che l’esploratore portoghese Ferdinando Magellano, durante il suo viaggio verso le Filippine, trovò l’oceano abbastanza tranquillo, quindi “pacifico”.

Quanto è profondo l’Oceano Pacifico?

Il punto più profondo del bacino dell’Oceano Pacifico è conosciuto come Challenger Deep e si trova nella Fossa delle Marianne, ad una profondità di 11.034 m (36.201 piedi). È il punto più profondo registrato nel mondo, situato a est delle Filippine. È così profondo che il monte Everest entrerebbe nel Challenger Deep con oltre un miglio di margine!

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Suddivisione tra Pacifico settentrionale e Pacifico meridionale, Esteban Gottfried per IOC-UNESCO

Quanti “Oceani Pacifici” ci sono?

La risposta è uno, ma la circolazione oceanica (causata dall’effetto Coriolis) lo suddivide in due volumi d’acqua indipendenti che si incontrano all’equatore: l’Oceano Pacifico settentrionale e l’Oceano Pacifico meridionale. Le isole Galápagos e Gilbert, pur essendo a cavallo dell’equatore, sono considerate interamente all’interno del Pacifico meridionale.

Il Pacifico settentrionale è la parte del bacino dell’Oceano Pacifico che si trova a nord dell’equatore. Si estende dalle coste orientali dell’Asia alle coste occidentali del Nord e Sud America (fino all’Equatore) e si estende a nord fino alla regione artica.

Il Pacifico meridionale si trova a sud dell’Equatore, copre una parte importante dell’emisfero meridionale (SH) e gioca un ruolo importante nel sistema climatico globale. Infatti, l’Oceano Pacifico tropicale funziona come sistema autoregolato di accumulo e rilascio di calore, ridistribuendolo verso i poli. Essendo un processo relativamente stazionario, quando il Pacifico è in sovraccarico di calore, provoca episodi di riscaldamento repentini che aumentano il rischio di eventi climatici estremi.

Temperatura

L’oceano è stratificato, e uno dei principali fattori di questa stratificazione è la temperatura: le acque profonde, che compongono circa l’80% del volume dell’oceano, sono molto fredde, con temperature stabili appena sopra lo zero, di solito intorno ai 3,5 °C (38,3 °F). Nella zona superficiale, invece, fino ad una profondità di circa 300 metri (1.000 piedi) la temperatura varia notevolmente. 

Di solito, la temperatura dell’acqua nel Pacifico settentrionale è leggermente più alta di quella del Pacifico meridionale. Ciò è dovuto al rapporto mare-terre emerse, più basso nell’emisfero nord rispetto all’emisfero sud, e all’influenza dell’Antartide e dell’Oceano Meridionale.

Salinità

Data la vastità dell’Oceano Pacifico, le sue caratteristiche fisiche come la salinità sono molto variabili sia nel Pacifico occidentale che in quello orientale, a causa dei cambiamenti stagionali delle correnti di superficie.
In generale, l’Oceano Pacifico presenta una salinità leggermente inferiore rispetto a quella dell’Oceano Atlantico, per la presenza di precipitazioni atmosferiche. Nelle zone tropicali e sub-tropicali del Pacifico, infatti, le precipitazioni sono più intense e sono associate ai monsoni della regione. A causa di questo fenomeno, la salinità è generalmente inferiore nell’area equatoriale.

La salinità, insieme alla temperatura, è anche una componente fondamentale per garantire l’interscambio di ossigeno e nutrienti tra le acque superficiali e quelle più profonde.
La combinazione di salinità e temperatura generano le correnti termoaline profonde che, assieme alle correnti superficiali generate dal vento, danno origine al Grande Nastro Trasportatore Globale, un movimento costante nell’oceano intorno al globo. L’acqua fredda e salata si forma ai poli e, a causa della sua alta densità, affonda, mentre l’acqua calda che si forma ai tropici, vicino all’equatore, è meno densa e rimane in superficie.

Questo movimento è importante per l’intero pianeta, in quanto regola il clima in tutto il mondo ed è anche fondamentale per il trasporto di ossigeno e nutrienti per gli ecosistemi marini e costieri.

Clima

I modelli climatici degli emisferi settentrionale e meridionale si rispecchiano generalmente l’uno nell’altro ma nell’Oceano Pacifico questo non avviene.

In particolare, nel Pacifico del Nord ci sono notevoli differenze tra le regioni orientali e occidentali nella stessa latitudine: le temperature estreme che caratterizzano gli inverni al largo della costa orientale della Russia, per esempio, contrastano con gli inverni più miti della regione di British Columbia.

Le aree tropicali e subtropicali dell’Oceano Pacifico sono periodicamente influenzate da oscillazioni meteorologiche, dalla durata di circa tre mesi, note come El Niño e La Niña Southern Oscillations. Sia El Niño, sia La Niña rappresentano modelli climatici periodici che causano, rispettivamente, processi di riscaldamento e raffreddamento delle acque oceaniche superficiali della zona sud-est delle Hawaii: se è più di 0,5 °C (0,9 °F) sopra o sotto la norma per quel periodo, allora El Niño o La Niña è considerato in corso.

L’Oceano Pacifico comprende altri fenomeni climatici, noti come cicloni tropicali. Tra questi, riconosciamo gli uragani del Pacifico che normalmente hanno origine nel sud del Messico, talvolta, colpiscono le coste messicane e a volte gli Stati Uniti principalmente tra giugno e ottobre.
I tifoni che si formano nella zona nord-occidentale del Pacifico colpiscono il sud-est asiatico da maggio a dicembre. Mentre le isole del Pacifico sono occasionalmente soggette ai cicloni tropicali che si formano nel bacino meridionale.

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Tom Vierus, Ocean Image Bank

Biodiversità

Ta tutti i bacini oceanici, il Pacifico vanta la biodiversità marina più ampia. Le correnti che collegano le acque polari meridionali e settentrionali del Pacifico permettono il contatto tra forme di vita provenienti da regioni oceaniche diverse.

Una delle caratteristiche principali di questa varietà è data dalle foreste di kelp, che si trovano sulle coste rocciose d’acqua fredda del Nord e Sud America. Questi ambienti, simili a foreste, hanno una biodiversità animale quasi altrettanto varia quanto quella delle foreste pluviali: ospitano una grande varietà di vita marina, dagli invertebrati, ai pesci, i mammiferi e gli uccelli marini.

Nelle zone tropicali del Pacifico occidentale, la ricchezza di biodiversità marina aumenta in modo esponenziale. Qui possiamo trovare le scogliere coralline più ricche ed estese del pianeta. Le barriere coralline del Pacifico meridionale sono strutture basse sviluppatesi su strutture vulcaniche basaltiche localizzate sotto la superficie dell’oceano.
Una delle scogliere coralline più imponenti è la Grande Barriera Corallina al largo dell’Australia nord-orientale, formata da più catene di barriere coralline.

Balene, tartarughe marine, delfini, orche, lontre e leoni marini sono una componente importante e spettacolare della vita del Pacifico.

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Anello di Fuoco, Esteban Gottfried per IOC-UNESCO

Geologia

La ricerca ha dimostrato che tutte le principali caratteristiche del fondale del Pacifico e le terre che lo circondano trovano la spiegazione della loro origine nella tettonica delle placche.

Il “Ring of Fire” (l’Anello di Fuoco), caratteristica ben nota del Pacifico, è la zona dove si trova la maggior parte dei vulcani attivi del mondo, per lo più situati sott’acqua. L’Anello di Fuoco è un arco composto da isole vulcaniche e profonde fosse localizzato nella parte occidentale del Pacifico, nella zona dove due placche tettoniche si scontrano (zona convergente), scivolando una sotto l’altra. A causa di questo fenomeno, il bacino dell’Oceano Pacifico si sta attualmente restringendo di circa 2,5 cm all’anno su tre lati, con una media di circa 0,52 chilometri quadrati (0,20 sq mi) all’anno. Al contrario, l’Oceano Atlantico sta aumentando la sua dimensione. 

Dalla parte opposta, l’East Pacific Rise è una zona attiva in cui si genera nuova crosta terrestre. Nel sud-est del Pacifico, la placca di Nazca e la placca sudamericana si scontrano formando la Cordigliera delle Ande e, poco più a largo, si trova la Fossa Perù-Cile.

Poiché le placche tettoniche si muovono bruscamente, si assiste alla presenza di terremoti in tutto l’Anello di Fuoco. Non è una novità che i terremoti più forti mai registrati siano avvenuti proprio qui.
Il terremoto del 1960, vicino a Valdivia in Cile, è stato il più potente nella storia, registrando una magnitudo pari a 9.5 nella Scala Ritcher.

Risorse minerarie

L’Oceano Pacifico contiene risorse di minerali interessanti, delle quali solo alcune soon già state sfruttate, come il sale, il bromo e il magnesio. Ci sono anche noti depositi di gas naturale nella piattaforma continentale di entrambi gli emisferi nord e sud, mentre soon già state esplorate le riserve petrolifere vicino al Vietnam, alle Filippine, all’Indonesia, alla California, alla Russia e alla Cina.
I minerali possono essere estratti direttamente dall’acqua marina, da depositi alluvionali o dalla piattaforma continentale.

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Vortici dell’Oceano Pacifico, Esteban Gottfried per IOC-UNESCO

Quali sfide sta affrontando oggi l’Oceano Pacifico?

Uno dei problemi principali, come è ormai chiaro, è l’inquinamento marino, principalmente dato da rifiuti solidi quali plastica e altri detriti. Nel Pacifico, troviamo il più grande vortice di spazzatura, o zuppa di plastica, conosciuto anche come “Great Pacific Garbage Patch“: si tratta di  un’enorme area di accumulo di rifiuti, compresa la plastica, che si trova al centro delle due correnti circolari (gyres) del Pacifico settentrionale e meridionale.

L’inquinamento è causato principalmente dalla cattiva gestione dei rifiuti (littering), dal trasporto marittimo, dalle miniere e trivellazioni, dalle fuoriuscite di petrolio e dal dumping oceanico – lo scarico diretto di sostanze inquinanti nell’oceano da industrie, navi o impianti di depurazione.

Altre gravi minacce all’equilibrio dell’Oceano Pacifico sono la pesca eccessiva e le pratiche di pesca illegale, che distruggono gli ecosistemi marini e si lasciano dietro un numero incredibile di detriti nocivi.

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Coral reef in Sombrero Island, Philippines Jett Britnell – Ocean Image Bank

Bibliografia

https://www.britannica.com/place/Pacific-Ocean

https://www.eionet.europa.eu/gemet/en/concept/5695

https://www.sciencedirect.com/topics/earth-and-planetary-sciences/north-pacific-ocean

https://www.usgs.gov/programs/earthquake-hazards/science/20-largest-earthquakes-world

https://oceanservice.noaa.gov/facts/conveyor.html

https://www.britannica.com/place/Pacific-Ocean/Temperature-and-salinity