Terzo classificato Oceanthon 2020

MaRASST - Marine Risk Assessment and Shared Solution Tool

Un hazard mapping tool che individua i rischi legati al “marine environment” ad alta risoluzione geografica lungo la costa italiana, armonizzando i migliori dati esistenti con il feedback della community scientifica e della cittadinanza.

Descrizione progetto:

Il Problema

L’ambiente marino e costiero è il complesso ecosistema dinamico in cui i processi naturali e antropici si sommano e interagiscono, alterandone le caratteristiche geomorfologiche, fisiche e biologiche. In questo contesto, le coste sono particolarmente colpite da questi sviluppi e anche una delle aree più vulnerabili, così come le comunità che qui vivono.

In Italia, le zone costiere sono il luogo di residenza di una importante parte della popolazione e ospitano dunque numerose attività economiche – dalle attività portuali all’industria, passando per l’agricoltura, il turismo e le infrastrutture di comunicazione. In Italia, si stima che circa il 30% della popolazione viva in zone costiere, che ospitano anche alcuni dei principali centri urbani del paese.

Le coste italiane hanno una lunghezza complessiva di circa 7.500 km, di cui circa 3.500 km sono formati da coste alte, e due terzi da coste prevalentemente basse. Più di metà della linea costiera, e il 41% delle coste basse, sono attualmente interessati da processi erosivi o classificati a rischio di erosione. Inoltre, la mappatura di queste coste è non completa e obsoleta. Questi processi, anche senza considerare ulteriori impatti dei cambiamenti climatici, provocano rilevanti danni economici.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici previste per le zone costiere, consistono principalmente:

  • Innalzamento del livello del mare
  • Aumento della frequenza di eventi estremi con conseguenti inondazioni (e.g., eventi convettivi estremi, flash flooding)
  • Risalita di acque saline nei fiumi e l’intrusione negli acquiferi costieri, che rendono più difficoltoso il deflusso delle acque verso il mare in caso di eventi estremi

Il maggior problema in queste aree è che la percezione del rischio reale è ridotta o assente. Questa mis-perception fa sì che una comunità locale non sia in grado di ottenere una quantificazione reale del rischio e, quindi, non sappia come intervenire in modo mirato. Questo riduce drammaticamente la resilienza al rischio.

A questo problema più strutturale, si aggiunge la mancanza di uno strumento che integri le informazioni esistenti in modo coerente. I dati oltre ad essere raccolti vanno gestiti in modo appropriato. Sappiamo poco sull’oceano e il mare, e su come aumentare la resilienza dei sistemi-economici. Per ampliare questa conoscenza non è necessario solo creare nuovi dati, bisogna anche condividere e gestire la conoscenza già esistente. Spesso le informazioni cruciali su coastal hazards sono di difficile accesso, specialmente per i cittadini, incomplete e quindi poco utili, e molte volte duplicate tra le varie fonti. La raccolta dati avviene poi con single purposes, e tende a non considerare l’interesse di molteplici stakeholders.

 

La Soluzione

 La soluzione è un hazard mapping tool che individua i rischi legati al “marine environment” ad alta risoluzione geografica lungo la costa italiana, armonizzando i migliori dati esistenti con il feedback della community scientifica e della cittadinanza.

La strategia prevede la costituzione di un modello di business consulenziale che ruoti attorno al tool ed offra:

  • DATA REPOSITORY: raccogliere e favorire lo scambio di best-resolution data e dati qualitativi sul rischio costiero
  • HISTORY & FORECAST: utilizzo e analisi sia di serie storiche sia di dati di previsione (e.g., Copernicus, NEX-GDPP models)
  • CONSULTING: facilitare l’identificazione di policy e fornire attività di consulenza a enti locali e compagnie private
  • USER-FRIENDLY INTERFACE: dotare anche i cittadini di una visualizzazione chiara ed immediata delle situazioni critiche
  • CITIZENS SCIENCE: garantire un aggiornamento costante del data flow attraverso la partecipazione attiva dei cittadini
  • COLLABORATIONS: collaborazione innovativa tra ricerca avanzata e cloud sourcing, utilizzando la sensibilità delle persone non solo come flussi e movimenti di opinione ma anche come fonte di creazione che serve sia alle persone che alle comunità

La SWOT analysis racconta di come MaRASST rappresenti una grande opportunità:

Strengths

 

Intuitivo e “open source & cloud based”

Veloce scambio di informazioni

Centrato sulla domanda di mercato

Bassi costi di inizializzazione, basso rischio

Scalabilità

Proiezioni di futuri impatti

 

Weaknesses

 

Accettazione delle informazioni e del prodotto

Rischio di non soddisfare tutte le richieste degli users

Opportunities

 

Proiezioni per promuovere prevenzione per il futuro

Integrazione conoscenza tramite mappature

Aumento consapevolezza e visibilità dei rischi

Creazione di un network

Supporto USDG 14 (Sustainable Development Goals (SDGs)

 

Threats

 

Accesso limitato a banche dati locali

Limitato utilizzo da parte degli utenti

Eventuali soluzioni simili

 

 

In termini di impact evaluation MaRASST:

  • Incrementa notevolmente bacino di utenza e accessibilità ad informazioni sulle criticità nelle coste italiane:
    • Network
    • Partecipazione
    • Consapevolezza
    • Visibilità del rischio
  • Riduce costi economici e decision-making time – fornendo a ricercatori e policy makers tutte le informazioni in unico portale
  • Aumenta la resilienza – tramite analisi di consulenza diretta
  • Aumento della resilienza mirata nelle aree più a rischio in futuro – tramite forecasts e policy recommendations sui possibili hazards per le coste italiane derivanti dal cambiamento climatico

MaRASST permette inoltre di quantificare con facilità  l’impatto socio-economico del progetto. In termini di policy, ad esempio:

L’impatto sulla citizens science può altrettanto essere facilmente valutata, ad esempio monitorando il traffico nella nostra piattaforma nella sezione dedicata ai cittadini.

 

NEXT STEPS 

Obiettivi (in linea con GANTT chart)

  • Corto periodo (1 anno): Team Forming e inizializzazione del progetto, raccolta e costruzione della data repository; costruzione di partnerships; kick-off dei casi studio.
  • Medio periodo (3 anni): Finalizzazione del tool con integrazione e interscambio dei dati (focus sull´automazione dei processi, formati di scambio, data fusion), analisi dei casi studio, lancio e commercializzazione dei customised data sets; inizio attività di consulenza.
  • Lungo periodo (>5 anni): Il nostro progetto non vuole limitarsi al contesto italiano. Il progetto è pensato per essere scalabile e ampliabile a tutti i Paesi che vorranno integrare il tool nella loro gestione costiera integrata

Per una visione più completa di come temporalmente il progetto MaRASST verrà implementato, rimandiamo alla GANTT Chart.

 

Go to Market strategy

Allo stato attuale, la nostra “go to market strategy” include due principali dimensioni:

  1. Comunicazione dell’idea: il nostro obiettivo è utilizzare vari canali di comunicazione per aumentare la conoscenza diffusa del progetto e dell’impatto che vuole creare. Il privilegiato supporto offerto dagli enti che hanno contribuito all’Oceanthon e il network personale ci permetteranno di istituire:
  • Forti relazioni con le redazioni dei principali newspapers e riviste italiane. Uno dei membri del team è infatti ben inserita nel network giornalistico italiano e questo permetterà al progetto di poter conquistare l’attenzione di eventuali sponsor o supporters
  • La partecipazione a eventi e manifestazioni di settore, quali Ecomondo e Il festival dello Sviluppo sostenibile, per entrare in contatto con stakeholders pubblici e privati che possano essere interessati al progetto.

 

  1. Finanziamento iniziale: sono state prese in considerazione diverse possibilità per coprire i costi d’avvio dell’impresa start-up nonché la sostenibilità finanziaria iniziale:
  • Angel and venture capitalists: imprese private che hanno un piano di responsabilità sociale d’impresa (e.g., Costa Crociera, banche, grandi marchi di turismo, compagnie energetiche)
  • Bandi Europei: e.g., FESR – Fondo europeo di sviluppo regionale
  • Bandi di finanziamento statale: in particolare, il MISE dà la possibilità di avere accesso a numerose iniziative di finanziamento a tasso agevolato per la costituzione di una start-up a carattere innovativo, quali ad esempio il progetto Smart&Start Italia, con un importo finanziabile a partire da 100.000,00 euro, senza interessi e dilazionabile fino a 8 anni di attività. Prevede il finanziamento del 70% massimo dei costi ammissibili, quindi il restante potrebbe essere finanziato da prestiti nell’ambito della microfinance e/o da aumenti di capitale sociale
  • POR regionali: il massimale finanziabile pari a Euro 30.000,00, si ritiene possa essere un buon strumento da utilizzare per il finanziamento di una parte dei costi da sostenere
  • Campagne di crowdfunding quali Kickstarter possono non soltanto raccogliere risorse finanziarie ma anche promuovere l’idea attraverso differenti canali

  

Il TEAM

Il nostro è un team fortemente interdisciplinare composto da sette appassionati di mare e sostenibilità che, senza aver mai collaborato prima insieme, hanno deciso di unire le loro conoscenze e forze per sviluppare una soluzione innovativa per affrontare i rischi dell’ oceano.

I membri del team sono:

  • Alessandra Aielli, ingegnere magistrale per l’Ambiente e il Territorio, appena conclusa l’esperienza di stagista nel team Global O&M in Enel Green Power
  • Flaminia Squitieri, studentessa del corso di laurea magistrale “MSc Environmental Science” dell’Università di Wageningen (Paesi Bassi) con esperienza in sostenibilità ambientale e stakeholder engagement
  • Federico Franciamore, GIS & Remote Sensing & Designer per Space4Good
  • Cecilia Bittoni, economista con esperienza in hazard mapping/natural catastrophe modelling per il mercato (ri)assicurativo internazionale
  • Sara Moraca, Dottorando in Climate communication, Esperta di comunicazione scientifica con esperienza su progetti europei
  • Marco Filippone, Operation Manager / Chief hydrographer per Furgo, Laureato in scienze marittime e navali; master in Geomatica Marina e dottorato in Ingegneria dei sistemi; Executive MBA Student
  • Filippo Pavanello, Dottorando in Economics, esperto di adaptation to climate change e policy evaluation; CMCC-Ca’ Foscari-RFF-EIEE scientific associate

 

Come ci siamo conosciuti?

  • Alessandra e Flaminia si sono conosciute durante i primi anni di università, si è instaurata da subito una grande amicizia basata anche sulla condivisione della stessa passione per la sostenibilità e per il mare. Flaminia e Federico si conoscono qualche anno dopo all’Università di Wageningen nei Paesi Bassi. Alessandra e Federico non si conoscono ed entrano in contatto per la prima volta pochi giorni prima dell’inizio dell’Oceanthon, dopo il suggerimento di Flaminia di partecipare a questa iniziativa. I tre, che non hanno mai lavorato insieme prima, si iscrivono all’hackathon con il progetto “CEHRA – Coastal Erosion Hotspot Risk Assessment”
  • Cecilia e Sara si sono conosciute frequentando il dottorato multidisciplinare “Future Earth, Climate Change and Societal Challenges” dell’Università di Bologna e hanno deciso di partecipare insieme all’hackathon con il progetto “Sea Frontiers”
  • Marco e Filippo si sono iscritti all’Oceanthon singolarmente per contribuire con le loro expertises ad una delle idee innovative proposte. Interessati alle proposte dei due team iniziali, hanno preso i contatti rispettivamente con il team CEHRA e con il team Sea Frontiers. A seguito dell’unione dei due team, hanno contribuito alla formazione del team MaRASS del quale hanno aumentato forza e l’interdisciplinarietà.

  

IN CHE MODO L’OCEANTHON HA AIUTATO L’EVOLUZIONE DELL’IDEA?

È grazie all’Oceanthon che l’idea finale è nata e si è evoluta in 48 ore! L’hackathon è stata infatti l’opportunità per i sette membri del team per conoscersi, condividere le proprie idee e conoscenze e dar vita a MaRASST. Con un approccio misto, qualitativo e quantitativo, e interdisciplinare abbiamo istituito un dialogo tra professionisti che non avevano mai interagito prima. Abbiamo creato un progetto organico e strutturato che vuol essere inclusivo non solo rispetto alle nostre diverse sensibilità, ma anche dei pubblici con cui ognuno di noi è abituato a confrontarsi della propria attività quotidiana e verso il quale, di conseguenza, può vantare una consolidata expertise

Il supporto e il contributo di mentor ed esperti è stato di grande aiuto per integrare e organizzare le nostre idee. Inoltre i webinars ci hanno fornito gli spunti giusti per proseguire nella definizione dell’idea.